Le acque di Torre Flavia a Ladispoli sono entro le norme

torreflaviaL’Amministrazione comunale di Ladispoli rende noto che l’Agenzia Regionale Protezione Ambiente (Arpa) ha inviato i risultati delle analisi chimiche e batteriologiche sui campioni di acque reflue prelevati durante l’estate all’uscita dell’impianto di depurazione di Torre Flavia. I risultati delle analisi chimiche evidenziano il rispetto dei valori limite fissati dalla tabella 3, all. 5, parte III D. Lgs 152/06. I risultati delle analisi batteriologiche evidenziano il rispetto dei valori limite prescritti nell’autorizzazione provinciale allo scarico». Così in una nota il comune di Ladispoli.

«I controlli sulle acque – ha commentato il delegato del sindaco Paliotta al Controllo delle acque marine, Flavio Cerfolli – investono il complesso delle ‘risorse idrichè costituite da un insieme di ecosistemi (fiumi, mari, laghi, acquiferi sotterranei) e di matrici ambientali (acque dolci, acque marine, acque sotterranee, acque di scarico…) ben diversificati tra loro, per i quali la presenza dell’acqua rappresenta il denominatore comune. Con lo sviluppo della moderna società industriale e con il miglioramento della qualità della vita sono di pari passo aumentati i consumi di acqua: oltre ad un vertiginoso aumento della richiesta per il settore industriale e agricolo, è aumentata significativamente anche la richiesta per uso domestico. In aggiunta ad un aumento quantitativo della richiesta d’acqua, si è verificata anche una crescente richiesta di acqua di ‘buona qualità’.

Le attività antropiche di norma utilizzano acqua di buona qualità e la restituiscono (acque reflue) con caratteristiche qualitative peggiorate. Le acque reflue prima di essere restituite all’ambiente devono essere sottoposte a processi di depurazione in grado di renderle compatibili con la capacità autodepurativa dei mari, dei laghi e dei fiumi. I trattamenti di depurazione devono essere più intensi nel caso in cui i corpi idrici in cui avvengono gli scarichi, presentano una bassa qualità. La normativa (D.lgs. 152/2006) prevede un articolato programma di tutela che, da un lato stabilisce per gli scarichi limiti alla concentrazione delle diverse sostanze inquinanti e dall’altro, attraverso le attività di monitoraggio, ‘quantificà gli effetti dell’attività antropica e genera un quadro conoscitivo utile a definire adeguati programmi di tutela. L’Agenzia – ha concluso Cerfolli – effettua controlli sistematici sulle acque che dopo essere state utilizzate nei processi industriali e civili, sono immesse nei corpi idrici superficiali per verificare il rispetto dei limiti previsti dalla normativa per la presenza dei diversi inquinanti.

I programmi di controllo e di monitoraggio attuati sulle risorse idriche sono diversificati in funzione delle finalità perseguite. L’Arpa Lazio effettua attività di vigilanza e controllo su tutte le tipologie di scarico, sia esso scarico civile, industriale. Complessivamente ogni anno sono eseguiti oltre 1000 controlli sul territorio regionale».

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